27 Dicembre 2012
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La riforma che lascia tutto com'è: i controllori sono anche i controllati

Nessuna riforma, tanto meno una rivoluzione per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti del Veneto. Il disegno di legge sugli organi di governo dei rifiuti approvato oggi dal Consiglio regionale del Veneto si presenta in tutta la sua pochezza: "Non cambia nulla e pertanto i cittadini non vedranno mai il passaggio alla tariffa", afferma rassegnato il capogruppo di Verso Nord, Diego Bottacin.
Non c'è stato il coraggio di fare le uniche tre cose che andavano fatte:
1- La separazione del regolatore dal gestore;
2- la limitazione nel tempo degli attuali contratti di gestione;
3- l'affidamento dei servizi attraverso gare come previsto dalla normativa europea.
Lasciando inalterato lo status quo, si spera che per magia, e non per legge, delle aziende cambino i loro comportamenti dopo anni di gestione in cui gli organici e le rendite sono gonfiate a dismisura.
Purtroppo a farne le spese saranno come sempre i cittadini e le imprese, i veri soggetti deboli della nostra società. Spiega Bottacin: «La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti saranno sicuramente meno efficienti che se fossero messi a mercato. Infine, la tariffa rimane una chimera irraggiungibile. Con l'approvazione di questa legge è pacifico che continueremo a pagare il servizio in base alla spesa storica delle aziende di gestione e non sulla base dell'effettivo consumo».
L'approvazione del disegno di legge è stata alquanto controversa. L'assessore proponente ha cercato senza successo di far tornare il provvedimento in commissione. Fallito il tentativo, metà della maggioranza ha lasciato l'aula per non votare e la legge è stata approvato grazie ai voti del Pd.
27 Dicembre 2012
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Qui trovate l'estratto dell'intervista di Radio Radicale al senatore di Verso Nord Maurizio Fistarol, tema dell'intervista: l'Agenda Monti.
26 Dicembre 2012
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Molti i punti di contatto tra il nostro manifesto e l'Agenda Monti

A noi l'Agenda Monti piace: il documento del capo del governo ha una straordinaria forza attrattiva. Il documento del Presidente del Consiglio presenta infatti marcate somiglianze con il nostro manifesto, che abbiamo scritto ancora due anni e mezzo fa. In alcuni punti è quasi sovrapponibile!
Il nostro portavoce, Alessio Vianello, spiega: «Siamo particolarmente confortati dai richiami alla spending review e a una "pubblica amministrazione più agile, più efficiente e più trasparente". Nel complesso, ritroviamo nell'Agenda Monti, gran parte dei temi affrontati da Verso Nord negli ultimi due anni e mezzo: lo Stato più leggero, la lotta alla spesa pubblica improduttiva e alla corruzione, l'apertura della società italiana al merito e alla competenza, la lotta a ogni forma di criminalità. Questo documento è davvero un ottimo inizio».
L'Agenda, pubblicata domenica poche ore dopo la conferenza stampa del Presidente del Consiglio, ha suscitato reazioni contrastanti all'interno dei due schieramenti protagonisti della seconda repubblica. Accanto agli attacchi tesi a dividere l'opinione pubblica più che a ragionare sugli argomenti, Vianello sottolinea «la forte attrattività dell'Agenda. Mentre i conservatori dei due poli, anche in Veneto, tendono ad arroccarsi impauriti per la loro sorte futura, gli esponenti più liberali e riformatori continuano a trovare nell'Agenda elementi di unione».
Al convegno "Verso la Terza Repubblica" noi c'eravamo e da anni lavoriamo ai temi che stanno tornando nel dibattito pubblico. «Resto convinto», conclude Vianello, «della forza rivoluzionaria delle nostre tesi e di quelle dell'Agenda Monti.
Alessio Vianello: «A dispetto delle festività, in questi giorni continuiamo a ricevere messaggi non più di solo incoraggiamento, ma di aperta adesione da parte di imprenditori e cittadini. In molti si mettono a disposizione e chiedono cosa possono fare per aiutare il progetto di cambiare l'Italia. Credo sia l'atteggiamento corretto per cominciare, finalmente, un cammino diverso rispetto agli ultimi venti anni!»
21 Dicembre 2012
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Il nostro senatore aveva previsto con 4 anni di anticipo come sarebbe finita la compagnia di bandiera

Il senatore di Verso Nord, Maurizio Fistarol, membro della commisisone lavori pubblici interviene sulla vicenda Alitalia. « Il mondo sembra essersi salvato dalla profezia dei Maya, Alitalia invece non si è salvata con la cura Berlusconi. A quattro anni di distanza da quella sciagurata operazione», afferma Fistarol, «si sta verificando puntualmente quanto avevo previsto nel dicembre del 2008».
Nel 2008, per consentire al Pdl di avere elementi da utilizzare in campagna elettorale, Berlusconi avviò una spregiudicata operazione comunicata come mantenimento di Alitalia in mani italiane. In realtà, si procedette a socializzare svariati miliardi di debiti della vecchia Alitalia tra i contribuenti italiani e mettendo nelle mani di un gruppo di imprenditori il 75 per cento della compagnia.
Ecco quanto prevedeva il senatore Fistarol nel dicembre del 2008:
- la nuova Alitalia (25% Air France, 75% diviso tra molti imprenditori italiani) non si fa carico dei debiti della vecchia Alitalia, come avrebbe invece fatto Air France, se si fosse concretizzato l'acquisto da parte della compagnia francese, che Berlusconi ha, invece, bloccato;
- i beni della vecchia Alitalia non le consentono di pagare i debiti maturati (oltre 3 miliardi di euro): almeno 2,5 miliardi di questi saranno a carico dello Stato e dei contribuenti italiani;
- a carico dello Stato restano anche i 400 milioni di prestito ponte ad Alitalia, che non sarà restituito;
- lo Stato italiano dovrà finanziare, inoltre, gli ammortizzatori sociali necessari a sostenere i lavoratori licenziati da Alitalia e non riassunti nella nuova compagnia;
- trascorsi 4 anni i soci italiani potranno vendere le loro quote a Air France-Klm, in barba all'italianità dell'azienda, sbandierata da Berlusconi in campagna elettorale;
- la nuova Alitalia (Cai) è nata dalla fusione di Alitalia e Air One, dando vita a un monopolio di fatto sulle tratte interne, con conseguente riduzione del numero dei voli e aumento del prezzo dei biglietti.
A quattro anni esatti di distanza, le previsioni di Fistarol si sono amaramente avverate, come rivelato oggi da Repubblica. Oltre a pagare per il deficit di credibilità suo personale e dei suoi ministri, oltre a pagare le tasse più alte del mondo, le imprese e i cittadini italiani si sono fatti carico della campagna elettorale del cavaliere. Le previsioni purtroppo si sono avverate, come rivelato oggi da Repubblica a dimostrazione che con le fandonie e il populismo talvolta si possono vincere le elezioni, ma mettendo in ginocchio il Paese e la sua economia.
21 Dicembre 2012
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Riflessioni
21/12/2008 NUOVA ALITALIA: PAGANO GLI ITALIANI

Pubblichiamo un comunicato del 2008 del senatore di Verso Nord Maurizio Fistarol
Con l'avvio della nuova Alitalia è possibile tirare le somme (disastrose) della spregiudicata operazione targata Governo Berlusconi:
- la nuova Alitalia (25% Air France, 75% diviso tra molti imprenditori italiani) non si fa carico dei debiti della vecchia Alitalia, come avrebbe invece fatto Air France, se si fosse concretizzato l'acquisto da parte della compagnia francese, che Berlusconi ha, invece, bloccato;
- i beni della vecchia Alitalia non le consentono di pagare i debiti maturati (oltre 3 miliardi di euro): almeno 2,5 miliardi di questi saranno a carico dello Stato e dei contribuenti italiani;
- a carico dello Stato restano anche i 400 milioni di prestito ponte ad Alitalia, che non sarà restituito;
- lo Stato italiano dovrà finanziare, inoltre, gli ammortizzatori sociali necessari a sostenere i lavoratori licenziati da Alitalia e non riassunti nella nuova compagnia;
- trascorsi 4 anni i soci italiani potranno vendere le loro quote a Air France-Klm, in barba all'italianità dell'azienda, sbandierata da Berlusconi in campagna elettorale;
- la nuova Alitalia (Cai) è nata dalla fusione di Alitalia e Air One, dando vita a un monopolio di fatto sulle tratte interne, con conseguente riduzione del numero dei voli e aumento del prezzo dei biglietti.
Riassumendo:
i contribuenti italiani si faranno carico di più di 3 miliardi di euro;
sulle rotte interne diminuirà il numero dei voli e aumenterà il prezzo dei biglietti;
l'aeroporto di Malpensa sarà ulteriormente ridimensionato;
tra 4 anni, quando le acque si saranno calmate, Alitalia sarà controllata da Air France-Klm.
Tutto ciò per consentire a Berlusconi di svolgere al meglio l'ultima campagna elettorale.
Un vero capolavoro! #einvece
Ne parlavamo nel 2008! Come è andata a finire, a 4 anni di distanza? Repubblica: Alitalia su baratro, il salvataggio è da rifare
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Re: Introduzione
Il 26-12-2012 da Mara Ferrero.Re: Città Metropolitana veneta: solo l'unità porta la crescita
Il 24-11-2012 da alberto r.Re: Città Metropolitana veneta
Il 24-11-2012 da alberto r.Re: Una mattina alla stazione di Mogliano
Il 24-11-2012 da Aldo Mariconda.Re: Migliorare la sanità veneta in sei mosse
Il 14-11-2012 da Diego Bottacin.