Rassegna stampa

corruzione

di Gilberto Muraro, Il Mattino di Padova, 16 febbraio 2012

La Guardia di Finanza miete un colpo dopo l’altro. L’evasione è alle stelle. Ma, se possibile, c’è di peggio. L’ultima classifica di Transparency International colloca l’Italia al 69° posto nella graduatoria crescente della corruzione. Giusti i vibranti inviti a riscoprire l’etica pubblica, che il mutato clima politico serve almeno a non rendere ridicoli o patetici. Ma certo bisogna pensare a regole giuridiche e a prassi che aiutino.

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L’ex primario del Suem, Angelo Costola: «Appoggiare la protesta feltrina è un boomerang. Senza un ospedale hub (Belluno), Pieve e Agordo rischiano grosso»

corsia-ospedale

di Francesco Saltini, Il Corriere delle Alpi, 25 gennaio 2012

BELLUNO «Bellunesi sveglia: le istanze dei feltrini mettono a rischio la sanità provinciale». Angelo Costola, per 22 anni primario del Suem, suona il campanello d’allarme e invita i comitati agordini e cadorini a ragionare sulle modalità necessarie per ottenere i servizi vitali per il Bellunese: «Il futuro della sanità in montagna passa dalla fusione delle due Usl», avverte Costola.

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europa flag

di Gilberto Muraro, uscito su Il Mattino di Padova il 20 gennaio 2012

L’Italia attende un aiuto dall’Europa, e lo merita. Questo il messaggio che Mario Monti  sta ripetendo ai capi dei paesi europei, anche attraverso le colonne dei principali giornali stranieri, da ultimo il Financial Times. Senza questo aiuto,  rischiano di essere vani i  tanti sacrifici che stiamo sopportando e che dovremo sopportare per il risanamento della finanza pubblica; e l’esito sarebbe l’esplosione sociale, non solo il default.

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di Francesco Jori, Mattino di Padova e Corriere delle Alpi, 11 dicembre 2011

Le Province sono inutili? Aumentiamole. Speriamo che non sia questo pure stavolta, l’effetto della scure annunciata dal governo Monti sull’ente intermedio.

Negli anni Settanta, il repubblicano Ugo La Malfa ne propose la soppressione, e il segretario del Pci Enrico Berlinguer si disse d’accordo; ma si convenne di attendere la piena operatività delle neonate Regioni, che si verificò con il decreto 616 del 1977. Nel frattempo, per non sbagliare, si introdusse un livello in più, i comprensori; che per fortuna ebbero vita breve. Quanto alle Province, non solo rimasero ma lievitarono: nel 1960 erano 92, oggi sono 110. Da sola, la Sardegna le ha addirittura raddoppiate, salendo da quattro a otto: inclusa l’Ogliastra, che ha meno abitanti della zona Arcella a Padova. Soltanto nove Province in tutta Italia hanno più di un milione di abitanti; in compenso, ventotto ne hanno meno di 250mila, più o meno la popolazione di Belluno, Treviso, Vicenza e Rovigo messe assieme.

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di Omar Monestier, Mattino di Padova e Corriere delle Alpi, 8 dicembre 2011

Le Province non vogliono morire. E’ umanamente comprensibile che tanti amministratori pubblici non desiderino uscire dalla gabbia dorata di un ente inutile per tornare nel mondo reale. Ma questo non può essere un motivo sufficiente per frenare l’unico provvedimento del governo Monti che affronta, finalmente, uno dei problemi cronici del nostro sistema: la sovrapproduzione di enti, istituzioni, autorità, consigli di amministrazione, rappresentanze fra le più fantasiose.

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