21 Giugno 2011
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Rassegna stampa
Corriere del Veneto, 21 giugno 2011
Mozione per contenere i tempi: «Altrimenti Zaia dichiari il default finanziario»
VENEZIA — La Giunta regionale del Veneto si attivi immediatamente con gli strumenti che ritiene più idonei affinché La Regione del Veneto e tutte le aziende partecipate assicurino i pagamenti dei propri creditori entro i termini indicati dalla direttiva europea» . Altrimenti Zaia abbia il coraggio di dire «che siamo prossimi al default finanziario» . A porre il tema in questi termini è il consigliere regionale Andrea Causin (Misto - Verso Nord) che, con un manipolo di colleghi di vari altri gruppi di opposizione, ha redatto un paio di mozioni da sottoporre all'assemblea di palazzo Ferro-Fini. La Regione, in sintesi, direttamente o attraverso le diverse strutture operative che si interfacciano con soggetti pubblici e privati fornitori di beni e servizi, starebbe allungando progressivamente il tempo di liquidazione delle fatture costringendo ormai sistematicamente gli stessi, per poter continuare ad operare, a farsi anticipare dalle banche gli importi. Pagandoci sopra, naturalmente, gli interessi. «Nel caso dei soggetti pubblici - spiega Causin - il vincolo del patto di stabilità impone la possibilità di liquidare entro l’anno corrente solo una minima parte delle cifre impegnate, mentre i privati sono costretti ad attendere tempi lunghissimi, spesso in evidente discrepanza rispetto a quanto contrattualizzato». Tempi lunghissimi che arrivano, in certi casi, a sfiorare i due anni. Casi sporadici, è vero, ma la media ormai pare viaggiare fra gli otto ed i dodici mesi. Chi ha le spalle grosse minaccia ingiunzioni, a volte arriva pure a concretizzarle, e viene accontentato. Altri, i cui crediti sono magari di poche centinaia di euro, non affrontano un'avventura legale che alla fine rischia di essere controproducente.
Uno dei settori in cui il disagio è più evidente pare essere quello della formazione. Gli istituti, secondo i contratti, dovrebbero ricevere un anticipo all'inizio degli anni scolastici e quindi le somme spettanti a scadenze regolari. «Invece - ammette Antonino Zilio, presidente di Forma Veneto (l'ente che raggruppa una settantina di Centri di formazione professionale di ispirazione cattolica) - ormai siamo nell'ordine di idee di avere la finanza a dodici mesi. Dobbiamo considerare che questo servizio, rivolto a 16 mila ragazzi di tutta la regione, costa una novantina di milioni. Comprendiamo tutti i vincoli dovuti al patto di stabilità ma i soldi che nel frattempo le banche ci affidano a noi costano dai tre ai cinque punti di interesse. Con l'arrivo dei prossimi parametri di Basilea 3 abbiamo motivo di temere che le condizioni peggioreranno, soprattutto sulle spalle di chi è meno capitalizzato. A differenza di altri fornitori, poi, gli oneri per gli interessi noi non possiamo ricaricarli in fattura» . Oltre a chiedere alla Giunta di riferire a quanto ammontino i debiti verso i privati per gli ultimi tre anni, perciò, i firmatari della mozione chiedono anche di «individuare le formule tecniche che consentano di andare incontro a chi vanta crediti da lungo tempo per poter venire a capo di quanto dovuto, in una fase in cui l’accesso al credito da parte dei privati risulta più faticoso».
Gianni Favero
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