ilnordest.eu, 9 giugno 2011

Che sia stato il ponentino romano a spingere la bussola politica verso altri lidi o sopraggiunte ragioni di stato, certo è che «Verso Nord», il movimento politico di cui Franco Miracco è uno dei fondatori, non è più la direzione prescelta dall'ex portavoce e ora consigliere del neo ministro alla Cultura Giancarlo Galan. Un addio dolce come i tramonti che si osservano dagli ultimi piani del Mibac, dove l'ex giornalista del «Manifesto» ha ripreso a seguire i beni culturali, passione costante della sua vita.

«Condivido tuttora lo spirito iniziale che ha portato alla nascita di Verso Nord – dichiara Miracco - sennonché ho avuto l'impressione che la cosa sia rimasta in una specie di limbo, a metà tra un movimento d'opinione e le spinte a diventare una forza politica vera e propria». Parole lievi e misurate che in realtà piombano come macigni sulla dirigenza del gruppo nato quasi un anno fa. «Non ne sapevo nulla – afferma sorpreso Diego Bottacin, consigliere regionale veneto e organizzatore -, non siamo né un partito né una cosa strutturata, ma Franco è tra i fondatori. So che da quando ha avuto il nuovo incarico è molto preso, ma non c'è ancora nulla di ufficiale».

Cade dalle nuvole pure Massimo Cacciari, altro promotore eccellente del movimento che conta anche il senatore bellunese Maurizio Fistarol, il sindaco di Vicenza Achille Variati e il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi. «Non ho nessun commento da fare. Sono secoli che non faccio più pratica politica» argomenta il filosofo veneziano, tornato a fare il professore a Milano da dove discetta quotidianamente di res publica in tv e sui giornali. Come Miracco, l'ex sindaco lagunare confessa di «condividere alcune idee del movimento» e di intervenire a dibattiti, ma «come partecipo a tanti altri».

La presa di distanza potrebbe avere a che fare con la sempre annunciata (e mai avvenuta) discesa in campo di Luca di Montezemolo. «Aspettando Godot», ironizza Miracco «rimane sullo sfondo. In primo piano c'è il terzo polo, una strada che ritengo più che utile all'evolversi dell'attuale situazione politica, ma si trova in uno stadio molto incerto, anche per il declino del Fli e la limitata crescita del movimento Api di Rutelli». E prosegue, «io vedo Verso Nord fermarsi in un contesto del genere, in attesa quasi messianica del nuovo soggetto di Montezemolo che ha creato una situazione di stallo».

Non ci sta Bottacin, che replica alle accuse di impasse con «un evento importante a luglio a Milano, che mette insieme la rete ormai attiva in tutte le province del Nord», e prende le difese dell'ex manager della Ferrari: «Quando verrà decisa la data delle elezioni si dichiarerà». In attesa dell'apparizione, Miracco ha deciso di «rimanere alla finestra, osservatore esterno», anche se «non si sente del tutto al di fuori».

Fiorella Girardo

Tags: diego bottacin | franco miracco | massimo cacciari | verso nord

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