11 Luglio 2011
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Azioni

I ministeri è meglio chiuderli che trasferirli. In netta contrapposizione con l’idea della Lega di aumentare la spesa pubblica improduttiva, Verso Nord ha depositato due disegni di legge per una drastica riduzione dei ministeri. Ne hanno riferito alla stampa questa mattina a Mestre il senatore Maurizio Fistarol e i consiglieri regionali Diego Bottacin e Andrea Causin.
Fistarol ha depositato la settimana scorsa un disegno di legge al Senato che taglia a 10 il numero di Ministeri, mentre contiene a 40 il numero massimo di componenti del governo, vice ministri e sottosegretari inclusi.
Analoga proposta di legge è stata presentata al Consiglio regionale del Veneto dai consiglieri di Verso Nord, Andrea Causin e Diego Bottacin.
«Negli ultimi 10 anni», sottolinea Fistarol, «i costi della politica in Italia sono lievitati del 40 per cento. E' venuto il tempo di tirare una riga e porre dei limiti alla spesa pubblica improduttiva. Non c'è alcuna esigenza di piantare ulteriori costosissime bandierine, come vorrebbe fare la Lega. Abbiamo bisogno, al contrario, di un sistema più snello e più efficiente da cui trarrà vantaggio l'intero sistema paese».
«Secondo una recente ricerca della Uil», spiega Causin, «il sistema politico italiano si beve qualcosa come 24,7 miliardi di euro l'anno. Per avere un'idea di cosa significhi, basti dire che questa cifra rappresenta il 2 per cento del Prodotto Interno Lordo e il 12,6 per cento del gettito Irpef. Solo le auto blu e quelle grigie costano 4,4 miliardi l'anno».
Un sistema più snello e meno costoso è di certo un sistema maggiormente efficiente, ribadisce Diego Bottacin: «Il costo per la direzione delle 255 Aziende sanitarie e ospedaliere è di oltre 350 milioni di euro; mentre il costo dei Consigli di Amministrazione degli Ater/Aler è di circa 40 milioni di euro. I costi per il personale contrattualizzato, di nomina politica, per le Segreterie di Presidenti, Sindaci e Assessori, secondo ultime stime, si aggirano intorno a 1,5 miliardi di euro l’anno».
Si potrebbero ottenere considerevoli risparmi di spesa, infine, approntando una riforma per ammodernare il sistema istituzionale: «se le Province si limitassero a spendere risorse, soltanto per i propri compiti attribuiti dalla Legge, il risparmio sarebbe quantificabile in 1,2 miliardi di euro annui. Inoltre, se si accorpassero gli oltre 7.400 Comuni al di sotto dei 15 mila abitanti, il risparmio ammonterebbe a circa 3,2 miliardi di euro. Senza contare che con una più “sobria” gestione del funzionamento degli uffici regionali, si potrebbero risparmiare 1,5 miliardi di euro».
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