09 Gennaio 2012
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Azioni

Gli esponenti di Verso Nord accolgono l'idea di istituire un organismo per combattere sprechi, inefficienze e corruzione
«Combattere l’evasione è sacrosanto, ma contrastare le inefficienze, la corruzione e la spesa pubblica improduttiva dello Stato lo è altrettanto. È tempo di istituire una Agenzia delle Uscite, come proposto da Enrico Zanetti». Mentre continua a far discutere il recente intervento dell’Agenzia delle Entrate a Cortina d’Ampezzo, molti esponenti di Verso nord, tra cui il senatore Maurizio Fistarol e il consigliere regionale del Veneto Diego Bottacin, rilanciano l’idea di trasformare la Corte dei Conti in un organismo moderno e incisivo per contrastare sprechi inefficienze e corruzione nella pubblica amministrazione.


L’evasione costa circa 120 miliardi l’anno», ma a questo dato va sommato il fatto che in Italia la spesa pubblica improduttiva, gli sprechi e la corruzione costano qualcosa come 60 miliardi di euro. Secondo l’ultimo rapporto sulla corruzione di Transparency International, il nostro paese figura al 67° posto della classifica mondiale, dietro a paesi come Ruanda, Samoa, Macedonia, Tunisia, Ghana, Namibia, Malesia, Sudafrica, Kuwait, Arabia Saudita, Giordania e molti altri. Inoltre, come ha documentato Luca Ricolfi nel suo ultimo libro La Repubblica delle Tasse, in Italia il livello di tassazione complessiva è ben sopra il 68 per cento, ovvero il più alto dei 34 paesi aderenti all’Ocse.
«È per queste ragioni che giudichiamoo di grande interesse la proposta che Enrico Zanetti ha lanciato su Eutekne.info: istituire un’Agenzia delle Uscite». Si tratta di affiancare all’Agenzia delle Entrate un altro organo, di pari importanza e con uguali competenze, pari risorse e identici poteri di intervento (fino al congelamento del conto corrente e alle ganasce fiscali), che monitori gli sprechi, le inefficienze e le ruberie del settore pubblico.
Pare invece che il Governo Monti (come l’ultimo Tremonti) punti di più sulla lotta all’evasione. Uno sforzo che potrebbe risultare vano: non ci stancheremo mai di ripetere che alimentare con ancora più risorse – attraverso l’aumento della tassazione – una macchina pubblica che spende con i livelli di elefantiasi, inefficienza, parassitismo, assistenzialismo e corruzione al pari di quelli attuali in Italia, è l’esatto contrario di ciò che andrebbe fatto. La sacrosanta battaglia all’insopportabile livello di evasione deve seguire e non precedere l’avvio di un radicale ridimensionamento della macchina pubblica e di una profonda revisione dei suoi meccanismi di spesa.
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