piano sanitario

Con notevole ritardo e in presenza di una congiuntura economica mutata e assai difficile, la Regione del Veneto si accinge, finalmente, a rivedere il proprio strumento di programmazione del sistema sociosanitario (PSSR). Il precedente Piano è stato approvato nel 1996 ed ha costituito per i primi anni uno strumento valido per la riorganizzazione e la razionalizzazione del sistema, ma le mutate condizioni demografiche, sociali, epidemiologiche e tecnologiche – unitamente alla contrazione del Fondo Sanitario Nazionale – hanno reso assolutamente indilazionabile l’adozione di un nuovo strumento di programmazione sociosanitaria.

I consiglieri regionali Diego Bottacin e Andrea Causin, esponenti di Verso Nord nel Consiglio regionale del Veneto, sono però convinti che proposta di Piano sia ancora ben distante dal contenere, con sufficiente definizione programmatoria, strumenti davvero utili alla necessaria riforma del sistema sociosanitario regionale. Risulta molto generico nel definire il quando, il quanto e spesso anche il come realizzare gli obiettivi indicati. Poco coraggioso nell’affrontare le scelte più difficili e complicate (riduzioni, accorpamenti e dimensione aziendale), troppo dettagliato nell’intervenire in ambiti che non sono attribuiti alla competenza del piano (selezione personale di direzione), timido nell’affrontare la strada dell’innovazione.

Nella relazione dettagliata (che trovate in allegato) con le proposte di emendamento avanzate dai consiglieri vengono sollevati numerosi punti critici: dall’ingerenza della politica nella sanità fino alla proposta di nuovi metodi di finanziamento, passando per la dimensione aziendale ottimale delle Asl e la riorganizzazione dell’ente ospedaliero, dei laboratori e dellle strutture intermedie.

Ma è soprattutto nella spinta all’innovazione che Verso Nord vuole tracciare una nuova strada rispetto alla proposta di piano attuale. Per questo i consiglieri hanno avanzato emendamenti puntuali, atti a riconoscere la necessità di organizzare, sulla scala dell’Area Vasta, almeno le seguenti attività:

- La logistica. Per la quale esistono già esperienze positive gestite sia in proprio che in outsourcing;

- Gli acquisti. Per i quali il sistema delle Aree Vaste costituisce quindi un buon compromesso fra la necessità di centralizzazione e l’esigenza di mantenere i processi di acquisto in una dimensione gestibile e vicini ai relativi centri decisionali;

- La tesoreria. Che andrebbe gestita a livello regionale con notevoli vantaggi sui tempi di pagamento;

- Il sistema informativo. Fino ad oggi, ogni azienda ha sviluppato propri sistemi dedicati che non comunicano tra loro e col sistema della Regione e che, salvo poche eccezioni, non permettono al medico generale di accedere alla cartella clinica del suo paziente. E’ necessario prevedere standard di dati e di rete per tutta la regione; prevedere standard per l’interconnessione fra software dei medici di famiglia e software aziendali; sviluppare banche dati centrali e sistemi di data warehouse regionale (tipo Friuli); set minimi di servizi da garantire in ogni azienda: refertazione elettronica, CUP on line, pagamenti on line, sistema medical record ospedaliero standard regionale, interconnessione operativa sw aziendali, integrazione del privato nei sistemi aziendali, e-prescrizione.

Di seguito potete scaricare il PDF completo del testo presentato dagli esponenti di Verso Nord.

copertina PSSR

Tags: andrea causin | consiglio regionale | diego bottacin | piano sociosanitario | sanità | veneto



 

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