20 Febbraio 2012
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Il senatore Maurizio Fistarol propone di istituire un organismo per combattere sprechi, inefficienze e malaffare

Alla luce del rapporto del presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, secondo cui “illegalità, corruzione e malaffare sono ancora notevolmente presenti nel Paese”, il senatore Maurizio Fistarol pensa che sia necessario rafforzare le competenze e le capacità operative dell'organismo che controlla le entrate e le spese pubbliche.
La relazione della Corte dei Conti apre finalmente uno squarcio nel muro di silenzio creato intorno a un fenomeno finora passato in secondo piano. È sembrato come se gran parte degli italiani fosse convinta che per sistemare i nostri disastrati conti pubblici sarebbe bastato contrastare l’evasione. Ora per fortuna ci accorgiamo che l’evasione è una parte del problema, certo molto consistente, ma ne esiste un’altra, altrettanto ampia e preoccupante. Le dimensioni di corruzione, malaffare e cattiva gestione delle risorse pubbliche, per riprendere le parole di Giampaolino, sono di gran lunga superiori a quelle che vengono faticosamente alla luce. Ben oltre, dunque, i circa 60 miliardi l’anno denunciati dalla Corte dei Conti. Inoltre, come sottolineato nella stessa relazione, “la lotta all'evasione è sacrosanta ma altrettanto sacrosanta è la lotta allo sperpero, perché bisogna dare conto del denaro che viene prelevato ai cittadini”. Tuttavia, in Italia continuano a mancare strumenti che consentano di verificare l’efficacia e l’efficienza dell’impiego delle risorse pubbliche.
Non a caso, il livello di corruzione percepita ha fatto precipitare l’Italia al 67° posto nella classifica 2010 di Transparency International, dietro a Ruanda, Samoa, Macedonia, Ghana, tutti i paesi della penisola arabica, diversi paesi africani e sudamericani.
Per questo il senatore Fistarol vede con favore la possibilità di rafforzare le competenze della Corte dei Conti e di istituire l’Agenzia delle Uscite. Si tratta di affiancare all’Agenzia delle Entrate un altro organo, di pari importanza e con uguali competenze, pari risorse e identici poteri di intervento (fino al congelamento del conto e alle ganasce fiscali). La sacrosanta battaglia all’insopportabile livello di evasione deve seguire e non precedere l’avvio di un radicale ridimensionamento della macchina pubblica e di una profonda revisione dei suoi meccanismi di spesa corrente che monitori gli sprechi, le inefficienze e le ruberie del settore pubblico.
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