La seconda manovra fiscale estiva è legge. Ci siamo confrontati con Enrico Zanetti, fondatore di Verso Nord e direttore di Eutekne, che riflette dati alla mano sulle implicazioni del provvedimento.

Zanetti corregge leggermente il tiro rispetto ai dati diffusi oggi dal Centro studi di Confindustria, secondo cui la pressione fiscale sarà del 44,1% nel 2012. «In realtà», ci spiega, «nel 2012 non supereremo il 44%, ma si attesterà attorno al 43,77% e forse qualcosa in più che potrebbe derivare dalla minore crescita del Pil rispetto alle stime considerate in sede di documento finanziario programmatico. È certo invece che dal 2013 la pressione fiscale sforerà il tetto del 44%, arrivando più vicina al 45%. Secondo le nostre stime la pressione sarà al 44,64%, e dovrebbe poi stabilizzarsi a meno che non arrivino altre manovre basate sull’incremento gettito».

Secondo l’esperto, bisogna ora capire il livello di sostenibilità di una tale pressione, perché mai in passato la soglia del 44% era stata superata. In precedenza, i due anni di pressione fiscale massima (gli unici sopra il 43%) sono stati il ‘97 e il 2007: gli anni dell’eurotassa e dell’elogio della bellezza delle tasse.

«Inoltre è utile sottolineare come questo livello di pressione fiscale risulti ora superato solo da paesi come la Svezia (45,26%), il Belgio (45,35%) e la Danimarca (48,99%), tutti paesi che però sappiamo avere ben altro tipo di corrispettività sia in termini di servizi che di impatto sociale».

Oggi per altro lasciamo indietro la Germania (che è sotto il 41%) e superiamo per la prima volta dopo anni la Francia.

Altra cosa interessante è notare che la Spagna nel 2009 – secondo gli ultimi dati Eurostat - aveva una pressione del 32,09%. «Ovviamente», afferma Zanetti, «anche la Spagna sta agendo in termini incrementativi per coprire il deficit, però il dato dimostra, come già detto in tempi non sospetti quando sembrava disfattista parlare della crisi del paese, come un paese considerato più debole abbia in realtà dei margini di azione fiscale molto superiori ai nostri. Perché se portasse il prelievo fiscale al nostro livello, il problema del deficit lo risolverebbe, mentre noi abbiamo dovuto andare ben oltre le già elevate misure storiche».

Tags: Enrico Zanetti | manovra | pressione fiscale | verso nord

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