alluvione

Siamo un Paese in balìa delle emergenze: oggi siamo vittime di precipitazioni che mettono in ginocchio intere comunità a nord come a sud; ieri il terremoto, il sito archeologico, la tromba d’aria, la strada inadeguata, la ferrovia… Peccato che, passato il momento drammatico dell’evento e asciugate le lacrime, tutto venga in qualche modo rimosso, coperto una coltre di silenzio, avvolto da un torpore che si tramuta in sollecitudine solo con un nuovo drammatico evento, tutti a dire che si doveva fare, si doveva sapere, si doveva intervenire…

È successo troppe volte, non abbiamo più alibi dietro cui nasconderci, perché le cose sono note, le persone responsabili ci sono, c’è chi conosce bene le situazioni, che sa dove sono i progetti, che può interrompere la spirale perversa che ci sta facendo perdere la fiducia nell’Italia, nelle sue potenzialità, nella sua capacità di agire e di reagire. Oggi l’aspetto idrogeologico del territorio è un’emergenza: ebbene, lo si faccia diventare l’obiettivo di un programma d’interventi, si prenda la decisione che serve, si dia priorità alle opere che gli studi hanno già messo in fila da decenni, si parta dalla prima e si arrivi, passo dopo passo, ma senza interruzioni, fino in fondo!

Le fragilità del territorio ci sono, gli interventi dell’uomo non sono stati sempre accorti, l’urbanizzazione di aree che hanno dato case, lavoro e servizi a una popolazione sempre più numerosa anche nel nostro Veneto hanno creato delle criticità che ci stanno presentando il conto. Ma chi ha la responsabilità di governo del territorio ha anche la possibilità di gestire, di correggere, di governare il cambiamento. Gli strumenti ci sono, normativi e tecnici, gli Enti e le professionalità necessarie pure, è solo questione di scelte, di priorità da definire e da decidere. Meno rotonde e più opere di prevenzione e di mitigazione, ha dichiarato il professor D’Alpaos: e io sono perfettamente d’accordo!

Sono d’accordo perché il professor D’Alpaos è uno degli esperti che hanno studiato la situazione del nostro territorio e che hanno contribuito all’inserimento anche nel nostro Piano Regolatore di norme che tendono a prevenire fenomeni di dissesto idrogeologico a seguito di nuove urbanizzazioni sia civili che industriali, prevedendo anche le casse di espansione e una gestione delle acque piovane tale per cui non si possano creare flussi intensi e improvvisi che alimentano i fossi e i canali ma si prevedano degli invasi nei quali l’acqua possa essere raccolta e poi fatta defluire nelle condotte lentamente, quando il pericolo è passato.

Sono d’accordo col professore perché, dopo aver visto nell’autunno del 1998 Piazza Giorgione a Castelfranco sommersa dall’acqua che scorreva giù dal Borgo Asolo e che riempiva come casse di espansione i garages dei condomini e delle case, ho pensato: mai più! E dal 2000, uno degli obiettivi prioritari della mia Amministrazione è stato proprio la gestione del sistema idrogeologico, attraverso le norme del nuovo Piano regolatore e attraverso un intenso lavoro di confronto, di concertazione e di collaborazione con la Regione, con il Genio Civile, con il Magistrato alle acque, con i Consorzi di bonifica, con tecnici ed esperti sia del Comune che esterni. Grazie al contributo di tutti questi soggetti sono state studiate le diverse situazioni, individuate le criticità e decisi gli interventi ai diversi livelli, comunale, provinciale e regionale.

Sono stati puliti gli argini da piante e arbusti, risagomati gli alvei, rinforzate le sponde, alzate le rive sia del Muson che dell’Avenale, corretto anse e consolidati ponti, è stato previsto il monitoraggio costante dei volumi di flusso delle acque, sono stati verificati tutti i punti di confluenza di fossati e canali, controllate le paratoie mobili e la loro gestione, creato un sistema di allerta che ha visto gli interventi coordinati con sempre maggiore professionalità, con il coinvolgimento del personale dei Lavori pubblici, della Polizia Municipale, delle Forze dell’ordine e di tutti i Volontari della Protezione civile.

Le risorse sono state trovate, ciascuno ha fatto la sua parte secondo la sua competenza, il Comune, la Regione, il Genio Civile della nostra provincia: si è trattato di fare una scelta, di decidere che la sicurezza idraulica era una priorità e credo di poter dire che in questi ultimi anni, quando c’è un “allerta meteoâ€, non siamo più a tremare, a correre per i sacchi di sabbia o a sperare che la pioggia cessi prima del disastro! Molto è stato fatto, non tutto è stato completato, manca ancora una importante cassa di espansione, sia a monte che a valle di Castelfranco, ma i finanziamenti ci sono e quindi è solo questione di tempi tecnici.

L’esperienza mi ha insegnato che è possibile fare, è possibile prevenire, è possibile gestire anche le emergenze, anche le precipitazioni “anomale†che ormai anomale non sono più. Basta decidere che questa è una priorità, perché anche per la nostra Regione gli studi ci sono da decenni ormai, le criticità sono tutte già state individuate da tempo e non vogliamo più vedere il dolore e la disperazione che il Veneto ha provato lo scorso autunno e la Liguria ha vissuto in questi giorni!

La vita delle persone, la sicurezza del territorio, la difesa delle nostre case e delle nostre imprese deve diventare una priorità per tutti, Enti locali comunali, provinciali e regionali: se ci sono le idee chiare e la determinazione necessaria le risorse si trovano, si trovano le porte a cui bussare anche in tempi di ristrettezze. E i politici e gli amministratori possono, se vogliono, dare - ai cittadini che sono chiamati a servire - le risposte che questi si attendono per una qualità della vita migliore, per uno sviluppo realmente sostenibile, per un futuro alimentato dalla fiducia nel nostro tempo, nelle nostre capacità, e anche nelle nostre Istituzioni.

Castelfranco Veneto, 7 novembre 2011

Maria Gomierato,

Sindaco di Castelfranco Veneto dal 2000 al 2010

Fondatore di Verso Nord

Tags: alluvione | emergenze | Maria Gomierato | verso nord

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