15 Novembre 2011
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Riflessioni

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la riflessione di Roberto Zanchetta, Sindaco di Ponte di Piave, a proposito della recente proposta da parte di alcuni imprenditori veneti di acquistare titoli del debito pubblico.
La proposta di acquistare BOT lanciata da Bepi Covre funzionerà? Mah!
Una cosa è certa: la tempistica che ha caratterizzato il “lancio” dell'idea è del tutto singolare. Cade, infatti, in un momento in cui è evidente la contraddittorietà (all'interno del movimento di cui egli fa parte – pur in qualità di “eretico”) fra atti concreti e pensieri lunghi.
Se da un lato infatti il richiamo dell'ex Collega Sindaco opitergino ha il pregio indubbio di voler riportare protagonista il nostro Nordest in un contesto che richiede atti di discontinuità politico-culturale anche al mondo leghista, dall'altro la proposta sconta il momento storico quantomeno critico in cui versa il partito padano.
Già in passato, il nostro territorio opitergino mottense si era letteralmente infiammato quando i dirigenti leghisti, cavalcando la loro indole di “imprenditori” politici dell'individualismo più spinto, avevano quotato sul borsino del consenso e delle elezioni la paura del quotidiano, cavalcando, fra l'altro, il fenomeno “ronde”. Oggi, pur permanendo la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini (vedi: lo stupro di Treviso ed i recenti ripetuti episodi di violenza e minaccia verificatisi ad Oderzo nei giorni scorsi), di ronde improvvisate non si parla più...
Ancora: conlo spirito dell'individualismo proprietario tipico dei tanti piccoli imprenditori locali, qualche esponente nostrano (leghista e di spicco) aveva annunciato quasi dieci anni fa che le nuove strade e le ipotizzate tangenziali di cui necessita il tessuto produttivo locale le avrebbero realizzate gli imprenditori locali. Sull'onda di un patriottismo economico ed infrastrutturale, sono capaci di gesti esemplari!
Risultato: siamo desolatamente al punto di partenza. E se qualcosa è stato realizzato, se lo paga – due volte – il cittadino: con le tasse e con i pedaggi che la distorta logica della finanza di progetto impone.
La realtà elementare è che la proposta di Covre (che sempre è stato lungimirante nello dispiegare la sua azione politica amministrativa nel passato) oggi si scontra con un contesto storico e culturale nel quale l'alfabeto dei dirigenti del suo partito è rimasto sempre al palo; è rimasto né più né meno quello di 30 anni fa. Nel frattempo, il modello ed il blocco sociale che hanno alimentato i successi di un tempo ormai andato sono evaporati, si sono dissolti. Non fanno più presa, cioè, gli imprenditori politici della paura e dell'individualismo esasperato: oggi a dominare è la crisi economica mondiale che induce ad aver paura non più del quotidiano e del vicino ma del futuro globale.
La composizione sociale cui ha attinto a piene mani il forzaleghismo nei nostri anni più recenti (ripeto: l'individualismo proprietario da un lato e l'indentitarismo fatto di rancore e populismo territoriale) oggi non funziona più. Questo blocco sociale oggi attende risposte nuove, più moderne, più efficaci, più da "classe dirigente 2.0"!
Ecco perchè, pur apprezzando lo spirito “padanpatriottico” che ha ispirato la sferzata inflitta da Bepi Covre ai suoi sodali (all'insegna di una riconsiderazione intelligente delle reali priorità oggi in gioco), nutro forti dubbi sulla sua concreta efficacia e sul suo appeal nel nostro territorio.
Forse il suo omologo Meloni in terra toscana, riuscirà ad aver maggior successo? Le cronache di questi giorni ce lo dimostreranno: anche così si potrà manifestare il federalismo “territoriale”.
Roberto Zanchetta - Sindaco Ponte di Piave
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