06 Dicembre 2011
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Riflessioni

“Meno Stato, uno Stato Migliore”, da sempre gli esponenti di Verso Nord ricordano che la crescita del Paese passa attraverso una drastica riduzione degli sprechi delle pubbliche amministrazioni. Per questo Diego Bottacin, capogruppo del movimento, accoglie la scelta del Governo di Monti di abolizione, di fatto, delle Provine e la loro trasformazione in ente di coordinamento tra i sindaci.
«La parte della manovra che ho apprezzato di più», dice Bottacin, «a parte lo stile serio, pacato e concreto, fatto di dati misurabili e di scadenze precise, è stata senza dubbio quella che ripropone l'abolizione delle Province. Si tratta del provvedimento che meglio affonda il bisturi nella materia più difficile da affrontare: il taglio della spesa pubblica improduttiva».
Il provvedimento ha fatto imbestialire numerosi politici veneti, sia a destra che a sinistra. Molti di costoro oggi cercano invano di dimostrare che i veri costi della politica non stanno nelle Province e la loro soppressione è un attentato alla democrazia. Al contrario, sostiene Bottacin, è il momento di affermare che «l'abnorme numero di persone che in Italia vivono di politica costituisce esso stesso un danno per la democrazia; è assurdo commisurare il tasso di democrazia al numero di rappresentanti eletti. Se fosse vero, allora il Giappone, la Germania e gli stessi Stati Uniti d’America, dovrebbero essere considerati dei regimi autoritari. È vero piuttosto il contrario, un numero ridotto di rappresentanti politici (limitato a garantire la rappresentanza del territorio) aumenta la qualità, l'autorevolezza e la credibilità dell'azione politica».
«L’abolizione delle Province è un buon inizio, ma non basta. È urgente che con lo stesso criterio e con la stessa forza si metta mano a tutti quei livelli che rendono l’apparato politico italiano a dir poco elefantiaco, sprecone e inefficiente», aggiunge Bottacin. «Gli esponenti di Verso Nord concordano sulle misure da prendere: il dimezzamento dei parlamentari, la separazione delle funzioni tra Senato e Camera con l’istituzione del Senato Federale, la limitazione del numero di ministri e sottosegretari, la limitazione dei consiglieri regionali in ragione della popolazione rappresentata, l'accorpamento delle Regioni affinché abbiano una dimensione minima accettabile e l’accorpamento dei comuni con meno di 20.000 abitanti».
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