Dopo un confronto questo pomeriggio con la segretaria regionale Filippin la decisione di uscire da partito. "Il PD sta andando sempre più a sinistra, non è la mia linea". La notizia era nell'aria da tempo ma la decisione definitiva è arrivata questo pomeriggio: "Ormai per me non c'erano più le condizioni per rimanere dentro al PD. Da diverso tempo, per scelta, non partecipo alla vita e alle cordate interne del partito anche se, ovviamente, non ho mai rinunciato a dire come la penso. Quello che sostengo da tempo si sta inesorabilmente avverando: un PD sempre più a sinistra ed in difficoltà, orientato a contendere la leadership dell'opposizione a Di Pietro e Vendola". Questa quindi la motivazione principale che ha portato Bottacin ad uscire dal partito nello scenario di un clima politico complesso sia a sinistra che a destra. "Di fatto - prosegue - sono ormai gli estremismi, Di Pietro a sinistra e la Lega a destra a comandare i due poli. L'idea alla base degli ultimi 15 anni di due grandi partiti moderni plurali che si contendevano con proposte politiche concrete il voto moderato, è completamente fallita. L'elettore moderato, riformatore, sta a casa, non vota. A Treviso negli ultimi anni, un terzo di elettori non si è recato alle urne e la metà di questi e del partito democratico. A determinare il successo della coalizione vincente sono, appunto, gli estremismi. Un sistema politico di questo tipo rende impossibili le riforme necessarie, blocca la modernizzazione del paese e va perciò cambiato. Non c'è dubbio che l'occasione può derivare dal dopo Berlusconi, una nuova stagione politica che per molti versi già cominciata. Il PD ha scelto di affrontare questa stagione rinunciando al progetto innovativo e coraggioso proposto da Veltroni due ani fa, scegliendo invece di tenere insieme la sinistra, delegando ad altri, al centro, la costituzione di un polo moderato, alternativo alla destra forte, orientato alle riforme e capace di scelte innovative". E qui si inserirà il nuovo ruolo di Bottacin. "Il mio ruolo sarà quindi quello di dare peso a questa forza moderata e riformatrice con cui il PD vuole allearsi per vincere le elezioni. E' questa la scelta migliore per ricondurre ad un progetto utile per il paese i tantissimi elettori che, negli ultimi tre anni, hanno deciso di lasciare il PD scegliendo in gran parte il non voto".

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