11 Novembre 2010
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Riflessioni
Prosegue a ritmo serrato l’attività di “Verso Nord”, il movimento fondato in Veneto pochi mesi fa e che si sta attivando con una serie di convegni per far conoscere il proprio manifesto. Dopo l’appuntamento del 22 ottobre a Mestre, venerdì 12 novembre, a Treviso, si terrà un confronto tra Massimo Cacciari e Andrea Romano, direttore di “Italia Futura”. “Il nostro intento – ha spiegato Alessio Vianello, presidente di “Verso Nord” – è quello di avviare un confronto sul nostro manifesto con esponenti che presentano affinità alla nostra iniziativa. E con Itala Futura ne abbiamo trovate molte. Vogliamo che venga superato questo bipolarismo improduttivo. La nostra ambizione è dare voce e rappresentanza alle istanze di buon governo che vengono dal nord per avvicinarci sempre di più agli standard europei. Cerchiamo, con le nostre iniziative, di rendere fecondo il terreno per questo nuovo polo. Miriamo all’esperienza inglese dove un bipolarismo forte non ha impedito ad una nuova forza di imporsi. E tutto ciò non solo in Veneto. Va ricordato infatti che il prossimo anno è vero che ci saranno le provinciali a Treviso e le comunali a Rovigo, tra gli altri, ma noi abbiamo scelto di chiamarci “Verso Nord” e non “Verso Nordest” perché puntiamo ad avere riscontri anche fuori dal Veneto, quello che sta facendo Cacciari a Milano”. “Vogliamo parlare di nuovo polo – ha aggiunto Diego Bottacin che venerdì presenterà il progetto di “Verso Nord” – anzi di un polo delle riforme. Abbiamo capito che ormai a sinistra l’agenda la fanno un giorno Vendola e un giorno Di Pietro, e a destra la fa Bossi. A noi questi estremismi non piacciono e per questo vogliamo rivolgerci all’elettore di buon senso che negli ultimi tempi non è andato più a votare perché non si è riconosciuto né nell’uno né nell’altro schieramento. Gli estremismi, infatti, hanno portato al non governo di questi ultimi tempi, in cui non si riescono più a fare le riforme necessarie”. E sulla questione dei disastri dopo l’alluvione in Regione, è forte la presa di posizione dei due esponenti di “Verso Nord”. “Non serve a nulla l’obiezione fiscale – ha detto Vianello-. Si deve invece fare un lavoro politico, al limite la Lega dovrebbe minacciare di ritirare le delegazioni dal governo. Ma quelli che sono stati fatti fino ad oggi sono proclami a vuoto”. “Serve un’attenzione maggiore al settentrione – ha aggiunto Bottacin -. Mai chi conta davvero in passato ha fatto i pianti di Zaia. I politici del passato avrebbero invece portato a casa i soldi. Quello che ha dimostrato la Lega è stato un segnale di debolezza e impotenza incredibile. I soldi vanno a Roma e qui invece si fanno i piagnistei. Bisogna fare gli interventi dove davvero servono. A Treviso, ad esempio, non c’è un mattoncino di porfido fuori posto, ma non ci sono le fognature allacciate. Si fanno gli interventi sulle cose che si vedono e che portano voti invece di quelle davvero necessarie.
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