25 Novembre 2010
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Riflessioni
“E’ disarmante e patetico che una questione politica serissima anzi forse ‘la’ questione politica per eccellenza, che è la riduzione della spesa della Pubblica Amministrazione, venga relegata ad una baruffa da pollaio senza avviare un serio programma di riduzione strutturale della spesa”. Diego Bottacin, consigliere regionale del Gruppo Misto (Verso Nord) commenta così la discussione effettuata in consiglio regionale sui tagli da effettuare in regione Veneto. “Noi italiani in questo momento di crisi nera – prosegue – abbiamo bisogno di avviare delle riforme certe, non solo di ascoltare vane parole o soprattutto spot elettorali o liti interne alle coalizioni. Va avviato un progetto serio e programmato di riduzione della spesa pubblica ed in particolare delle pubbliche amministrazioni, cosa che la giunta regionale invece non fa. Stiamo assistendo in queste settimane a veri e propri spot elettorali o dispetti con lancio di siluri tra Lega e PDL, senza che nessun piano strategico per la riduzione stabile dei costi prenda forma. Non si parla di riduzione di dirigenti, di enti inutili, non c’è un piano che favorisca l’accorpamento dei piccoli comuni, la chiusura dei piccoli ospedali veronesi, o, ancora, l’eliminazione degli enti d’ambito idrico o per i rifiuti, dei consorzi di bonifica o delle comunità montane. Si continua a giocare con i soldi dei veneti. La Lega ha rilanciato l’ipotesi di reinserire l’irpef che Galan aveva tolto solo per farsi campagna elettorale, ma allo stop del PDL, la squadra del governatore leghista ha deciso di non assumersi la responsabilità di aumentare le tasse e ha annunciato, per ritorsione, il taglio indistinto del 55% dei capitali degli assessori. E’ assurdo pensare di costruire qualcosa di serio in un momento così difficile per tutti con comportamenti di questo genere. E’ tragico che non ci siano idee per avviare provvedimenti di riforme strutturate. Stiamo assistendo a vere e proprie fughe dalle responsabilità degli amministratori veneti. Dobbiamo avviare riforme serie e concrete come la realizzazione del piano socio sanitario di cui non si vede neanche una bozza, neanche l’indice dei capitoli, e pensare ad una vera riorganizzazione degli enti intermedi”.
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