14 Dicembre 2010
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Riflessioni
Lapidario il giudizio sul governo espresso da Fistarol, Miracco e Cacciari, durante la serata di approfondimento sul manifesto Verso Nord, il 10 dicembre a Belluno. "Mancano dei progetti seri soprattutto su istruzione e cultura, alla base di chi vuole far crescere il proprio paese.
Non è più un discorso di centro sinistra o di centro destra. Non ci sono più studenti stranieri nelle università italiane e questo è un pessimo segnale. La Cina investe tre volte quello che investiamo noi nella scuola" puntualizza Cacciari. "Con Verso Nord il nostro obiettivo è quello di aprire un dialogo con chi condividere le nostre idee. Il paese è su una soglia drammatica in attesa di riforme da tutti ritenute necessarie ma che in realtà non arrivano da anni". Ad aprire i lavori della serata è stato il senatore Maurizio Fistarol, da poco uscito dal Pd, in una sala gremita da curiosi e da molte personalità politiche interessate a capire dove punta questo nuovo progetto politico. “Abbiamo costituito questo movimento perché vogliamo riflettere non solo sull’astensione pensate al voto degli ultimi anni, ma anche e soprattutto su come viene percepita la politica" Spiega Fistarol. "Oggi infatti la gente la vede in modo critico e spesso rassegnato. Quella politica uscita da tangentopoli si è esaurita. I due poli non rispondono più alle esigenze della gente. Il governo non sta dando certezze ai cittadini. Stiamo infatti notando che al venir meno della forza della maggioranza non corrisponde allo stesso modo una crescita dell’opposizione. Entrambi stanno perdendo consenso. Non c’è un comune sentire che faccia unire il paese. Vogliamo aprire un dialogo per tutti quei cittadini che sono scontenti dell’andamento dell’attuale politica. Soprattutto noi riteniamo che il Nord abbia qualcosa da dire all’Italia, è poco rappresentano e speso a Roma anche male. In realtà noi siamo convinti che sia un modello che funziona, pur con i suoi limiti, ma decisamente migliore rispetto ad altre realtà”. “Il disinteresse per i danni provocati dall’alluvione in Veneto da parte di Governo e media è stata una brutta pagina per il nostro paese – ha aggiunto Franco Miracco – però ha dimostrato che il Nord è distante dal resto del paese. E’ stato dipinto come antipatico, ma questa cosa deve finire. Dobbiamo ricominciare a costruire una cultura del paese andando a salvaguardare tutto ciò che è cultura e crescita della nostra nazione. Un paese che non investe nell’istruzione e nella formazione è destinato ad un futuro incerto”, ha concluso Miracco che poi ha lanciato anche un pesante attacco nei confronti del ministro della cultura Bondi.
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