19 Maggio 2011
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Riflessioni
“Oggi leggiamo che Zaia è stanco delle strumentalizzazioni politiche fatte sulla pelle dei profughi nordafricani, ma le speculazioni lamentate da Zaia sono tutte nate a casa sua, tra gli amministrativi della Lega”.
Diego Bottacin, capogruppo di Verso Nord e consigliere regionale, commenta così la frenata del Presidente della Regione sulla questione profughi.
“La revoca dell’incarico a Roberto Tonellato, ex responsabile dell’emergenza, è stata presentata adducendo come motivazione l’utilizzo del dramma ai fini di mera propaganda politica – prosegue Bottacin – ma, a ben vedere, le dichiarazioni più estreme di alcuni esponenti della Lega sono state alimentate dalle dichiarazioni irresponsabili dello stesso Zaia quando il problema dei profughi non aveva ancora le dimensioni di una bomba pronta ad esplodere. Inizialmente “Mai profughi in Veneto”, che poi diventa un edulcorato “No ai clandestini. Sì ai rifugiati libici, ma certificati” e oggi si manifesta in una totale presa di distanza dalla questione.
Ora che i nodi dell’improvvido esordio vengono al pettine, il governatore se ne lava le mani e dice al Governo: “Fate voi, troppo difficile per me”. Perciò la Regione Veneto non vuole più gestire la questione profughi e cede ogni potere a Governo e prefetti.
Zaia fa la guerra per farsi chiamare “governatore”, ma gli piace governare solo quando ha il vento a favore”.
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