Abbiamo vinto noi!”…”No, abbiamo pareggiato”…”Rido di gusto”. Questa la síntesi dello scambio di analisi tra il PD e i berluscones.

Non pretendo di avere interpretazioni autentiche, ma, mi sembra, che in queste elezioni ci siano alcuni dati davvero oggettivi.

Il primo.

Berlusconi esce da Milano e dalle tante realta’ in cui la destra e la Lega sono costrette ad andare al ballottaggio davvero molto ammaccato, ma non abbattuto, come dimostrano i sondaggi dati ieri sera a “Ballaro’da Pagnoncelli. La botta di Milano e’ paragonabile alla sconfitta di Rutelli a Roma che segno’ l’avvio di una stagione difficile per il PD e tutto il centro sinistra.

Il secondo...

La gente comincia a punire, anche se non ovunque, il malgoverno. A Napoli – come a Milano – perde chi ha gestito male la Citta’. Su questa lunghezza d’onda possiamo leggere anche il dato di Vercelli, dove, alle nefandezze della destra il PD ha risposto rispolverando, grazie al coraggio di Gigi Bobba e dei “suoi”, la vocazione maggioritaria, lo spirito davvero riformista del PD e ha portato il PD e i suoi alleati piu’ stretti 10 punti sopra le regionali, consentendo pero’ anche all’estrema sinistra e al “centro” di fare il pieno dei loro elettori; tutto questo ha prodotto un 50 a 50 tra governo uscente e opposizioni, contro il 60 a 40 delle regionali dello scorso anno.

Il terzo.

Per favore non esaltiamo il voto di Torino! Chiamparino 5 anni fa vinse col 66%, Fassino col 57%! Se la sinistra e alleati avessero candidato loro Coppola, Coppola sarebbe stato eletto Sindaco. Ribadisco che solo a Torino il PD poteva sperimentare un vero rinnovamento, generazionale, politico, culturale e di “sistema di potere”. Cos¡ non e’ stato, ma quel che e’ avvenuto e’ un’ovvieta’, non una vittoria. Anche Bologna, nonostante continui a commettere errori incredibili di tattica e strategia, regge, ma ci mancherebbe ancora!

Il quarto.

Bersani non puo’ ridere! Il PD, questo PD, trova fuori di se’ le energie per fare buoni risultati (Pisapia, gli errori di Berlusconi) e quando le reprime rincorrendo il giustizialismo forcaiolo o fintomoralista (come quando ha deciso di abbattere Cozzolino a Napoli, costruendo un’aggressione sul nulla) viene da questo ammazzato! De Magistris e’ un corpo estraneo alla tradizione reformista e democratica del Paese; in Lui di liberale non c’e’ nulla! Sostenerlo al ballottaggio sarebbe un grave errore che il PD pagherebbe alle politiche, soprattutto se queste dovessero avvicinarsi. Il risultato di Milano e’ piu’ evocativo di Napoli perche’ li’ c’era la roccaforte belusconiana (mai pero’ legista!), ma sul piano generale tra il risultato di Milano e di Napoli non c’e’ grande differenza; guai se entrambe dovessero andare alla destra al ballottaggio! Di colpo si annullerebbe tutto l’effetto positivo.

Il quinto.

Il terzo polo in questa situazione, raffazzonato com’e’, diviso, in alcune realta’ addirittura con la destra o con la sinistra, non va da nessuna parte! Ci vuole altro per riportare a votare milioni di Italiani e per dare una prospettiva al Paese che destra e sinistra non riescono a dare! Per governare bisogna anche sapere che fare per il lavoro, l’economia, la politica estera, l’Europa. Su tutto cio’ il fallimento  della destra l’abbiamo gia’ visto; quello della coalizione di Bersani, Vendola, De Magistris e Pisapia lo possiamo immaginare.  Un conto e’ governare paesi, province e citta’, un altro conto e’ governare il Paese e riacquistare protagonismo in Europa.

Ci vuole una proposta nuova, che scompagini i poli, che scomponga questo bipolarismo radicalizzato sulle estreme per ricomporre una “coalizione per l’Italia” che sappia ricompattare i moderati e dare speranza a esclusi e persone in difficolta’.

A tutto cio’ queste elezioni non hanno risposto.

Bisogna lavorare. Noi ci stiamo provando

Gianluca Susta

Tags: elezioni | gianluca susta | politica

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