25 maggio 2011

Siamo convinti che l'Italia sia un paese ricco di differenze che vanno valorizzate per diventare delle risorse, sia per il Nord che per il Sud. Oggi Paolo Bricco, in un bell'articolo dal titolo "Più che divario una simbiosi", riassume brevemente 150 anni di Nord e Sud mostrando come il Nord senza il Sud non sarebbe mai esistito, ma anche come il Mezzogiorno abbia una irriducibile specificità fatta di industrializzazione senza imprenditori, minori infrastrutture materiali e analfabetismo, difficile da sradicare.

Di seguito alcuni estratti dell'articolo, uscito oggi su Il Sole 24 Ore.

"L'autobiografia della nazione attraverso i numeri. La Svimez compie un'operazione di rigore positivistico pubblicando 538 (cinquecentotrentotto) tavole nel volume «150 anni di statistiche italiane: Nord e Sud 1861-2011». Grafici e statistiche che annichiliscono le discussioni, spesso venate di ideologia, fra neo-borbonici e nordisti con tendenze anti-unitarie.

Il tutto, per provare a rispondere alla domanda: per quale ragione il divario fra il Sud e il resto del Paese cresce? Sì, perché, la capacità di creare ricchezza nel 1861 è la medesima. Dopo, l'indicatore del Pil procapite del Mezzogiorno in percentuale a quello del Centro-Nord scende. Se nel 1861 è pari a 100, negli anni 90 dell'Ottocento inizia a calare per poi precipitare durante il fascismo e, dagli anni Cinquanta, stabilizzarsi in una forchetta compresa fra il 50% e il 60% rispetto al Centro-Nord. E non è solo effetto della maggiore velocità del tasso di crescita di quest'ultimo. C'è dell'altro.

Al Sud, quasi che il tempo si sia fermato, continua oggi a lavorare nella manifattura una persona su cinque. Come centocinquanta anni fa. Al Centro-Nord lo fa una su tre. Prima il mercato nazionale non esisteva ogni staterello aveva barriere doganali. Con la costituzione dell'Italia si forma un mercato di sbocco unico e aperto. È anche per questo che la vicenda del Paese va letta in maniera unificata e unificante. Senza i consumatori del Sud, le merci del Nord sarebbero potute andare soltanto al di là delle Alpi.

Il Sud come matrioska deformata del Nord: più piccola, ma con gli stessi tratti. Le due parti del Paese ora si sovrappongono, ora no. Ora si integrano, ora no. Ma, alla fine, hanno comunque un legame di simbiosi. Non sarà un caso che, oggi, il 40% di quanto si produce al Nord finisca al Sud. E che il 63% di ciò che si spende al Sud vada al Nord.

Tags: economia | nord | sud | sviluppo | verso nord

1 Comment

  1. non c'erano prima dell'unità solo staterelli in italia , perchè c'era anche un Regno delle due Sicilie grande e ricchissimo che purtroppo dovette soccombere agli interessi di francia ed inghilterra ed al disegno mondiale dei massoni. Cerdo che in futuro non troppo lontano le coscienze dei meridionali si risveglieranno e il sud smetterà di essere la colonia di consumatori che serve a far girare l'economia del nord come oggi.

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