08 Giugno 2011
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Riflessioni

L’annunciata proposta di legge popolare per trasferire alcuni ministeri da Roma a Milano non fa che dimostrare come la Lega abbia adottato i peggiori vizi della politica romana e come, al momento, non sia possibile rilevare alcuna differenza tra Alemanno e Calderoli. Quest’ultimo, sempre più in veste di ministro delle complicazioni, si vuole forse proporre come leader della Lega romana.
Pensare che la presenza della pubblica amministrazione possa determinare sviluppo nei territori è una mera illusione, mentre sarebbe una certezza la moltiplicazione della burocrazia e dei centri di spesa pubblica improduttiva a carico delle famiglie e delle imprese, soprattutto del nord.
All’economia delle regioni più avanzate del paese non servono altri uffici pubblici popolati da schiere di nuovi impiegati a carico dei cittadini. In realtà c’è bisogno dell’esatto contrario, ovvero della riduzione della spesa pubblica fine a se stessa, della presenza ingombrante dello Stato, per poter così finalmente ridurre le tasse.
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