08 Febbraio 2012
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Bestiario ferroviario
A febbraio, come ogni anno, nevica. E come ogni anno, il servizio regionale di Trenitalia va in tilt. Capita in tutto il Nord e, come abbiamo visto nei telegiornali di questi giorni, anche nel resto del paese. In Veneto erano dunque avvisati, viste le nevicate che avevano colpito le altre regioni con qualche giorno di anticipo. Eppure, lo scorso 7 febbraio, il puntuale servizio informazioni delle Ferrovie dello Stato imputava alla neve i consistenti ritardi in partenza e in arrivo e la soppressione di numerosi treni (vedi la foto scattata nella stazione di Venezia Mestre).
Per Diego Bottacin, co-fondatore di Verso Nord e consigliere regionale del Veneto, una buona fetta di responsabilità è da attribuire all’assessore regionale alla mobilità, Renato Chisso. Sono anni ormai che Trenitalia continua con la sua indegna condotta fatta di inadempienze e disservizi, ma finora non è stato mosso un dito. Tanto vale nominare Moretti assessore!
Non c’è mai stata nevicata più prevista e annunciata di questa, dicevamo. Ciononostante il ritornello è sempre lo stesso: Trenitalia non è preparata e il servizio inadeguato, Chisso offre qualche rimbrotto ai media, una multarella ogni tanto e amici come prima. Con buona pace dei passeggeri, "ripagati" con biglietti sempre più costosi e servizi sempre più scadenti.
Gran parte dei treni regionali hanno maturato ritardi da 30 a 90 minuti. Eppure i ferrovieri, anziché cercare di ridurre i disagi dei pendolari e fornire le necessarie informazioni, contattano i passeggeri solo per verificare il pagamento del biglietto, anche sui convogli in pesante ritardo. Certo, i biglietti bisogna pagarli e in gran parte dei paesi occidentali sui mezzi pubblici non riesci a posare nemmeno la suola anteriore se non hai il biglietto. In una giornata così, però, con la principale azienda di trasporto ferroviario del paese "sorpresa" e messa al tappeto da qualche fiocco di neve in pieno inverno e dopo un fine settimana in cui la stessa Trenitalia ha abbandonato al suo destino alcune centinaia di passeggeri su due diversi convogli, ecco, dopo tutto questo, dopo decine di soppressioni e qualche migliaio di minuti di ritardo, con quale faccia si va a caccia dell'evasore?
Lo stato comatoso a cui sono ridotte le Ferrovie dello Stato è l'emblema della nostra Italia. Rispetto agli anni scorsi circolano meno treni e ci sono più ritardi, che vengono furbescamente abbattuti allungando negli orari i tempi di percorrenza. L'impotenza dell'assessore Chisso, dal canto suo, è l'emblema di una classe politica inadeguata e incapace di affrontare e risolvere i problemi del paese. Questa classe dirigente deve prendere atto del suo totale fallimento e cambiare finalmente rotta. L'assessore Chisso, nello specifico, deve mettere fine allo sciagurato monopolio di Trenitalia e indìca una nuova vera gara per dare ai cittadini del Veneto un nuovo gestore che garantisca il miglior servizio possibile.
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